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Il monitoraggio del midollo spinale intraoperatorio

pubblicato il 11/05/2013

 

 

 

TITOLO DELL’ARTICOLO

 

Il monitoraggio del midollo spinale:   la risoluzione dei problemi per un risultato positivo

 

 

AUTORI

 

 

Brezina   J.L., Arlet V.

 

RIVISTA

 

 

In Spine 2008, Vol. 4/Issue 3

 

ABSTRACT

 

Come può   un’equipe chirurgica monitorare il paziente al fine di individuale   velocemente un danno neurale occorso durante una procedura chirurgica?

 

I danni di   questa natura sono una complicanza possibile e i metodi di rilevazione, come   il monitoraggio intra-operatorio del midollo spinale secondo diverse modalità,   possono aiutare i chirurghi a correggere il danno prima che diventi   irreparabile.

 

Le tecniche   elettrofisiologiche di monitoraggio intra-operatorie consentono un   valutazione tempestiva e forniscono un’immediata risposta ai chirurghi su   come intervenire sul danno neurale, che può essere di varia natura   (compromissione della struttura dovuta a un’anatomia spinale anormale, oppure   provocato accidentalmente dalle strumentazioni chirurgiche, oppure ad   un’insufficienza vascolare).

 

I potenziali   evocati somatosensoriali (SSEP) è una modalità di monitoraggio   intra-operatorio che permette  di   valutare l’integrità della via sensoriale che attraversa il midollo spinale   in aree a rischio di danneggiamento. Anche se è dimostrato che la tecnica   riduce il rischio intraoperatorio dal 0,7-4% fino al 0.55%, la tecnica è un   po’ datata, richiede il ripetersi delle stimolazioni nervose e in alcuni casi   non è efficace (compromissione vascolare al midollo spinale anteriore).

 

La tecnica dei   potenziali evocati motori (MEP) monitora il percorso motore discendente che   corre primariamente nella colonna laterale del midollo spinale e la perdita   di perfusione via arteria spinale anteriore. Questa modalità fornisce   molteplici ed immediate informazioni significative, richiede solo brevi   interruzioni chirurgiche per le stimolazioni del paziente, e consente il   contemporaneo monitoraggio dell’attività elettromiografia spontanea (EMG).

 

La combinazione   delle tre tecniche è di sicura efficacia: sta al chirurgo optare per una o   più di esse, in considerazione della procedura chirurgica prescelta e dei   costi. Non c’è unanime consenso circa l’opportunità di mettere in atto tali   modalità per tutti gli interventi spinali.

 

Per entrambe le   tecniche, si segnalano alcune avvertenze. L’interferenza elettrica o altri   artefatti, l’anestesia, problemi emodinamici, la temperatura del paziente ed   il suo posizionamento possono influenzare i responsi forniti dal SSEP e dal   MEP. E’ opportuno, in tali casi, che ci sia una immediata collaborazione tra   tutti i membri dell’equipe (neurofisiologo, anestesista, chirurgo spinale),   al fine di individuare immediatamente l’area offesa e attuare le azioni   correttive necessarie (diversa anestesia, wake-up test, riposizionamento del   paziente), così da ridurre in maniera significativa danni neurologici   postoperatori.